TU CHIAMALE SE VUOI…ELEZIONI

IL TOTOSINDACO

Avvicinandosi la scadenza elettorale, il centrodestra cordenonese si è ridestato dal coma profondo che l’ha caretterizzato per ben 4 anni, a parte le baruffe folpotte, ovviamente. Adesso è tutto un fervore di incontri, congressi, convegni, telefonate, appelli…alla ricerca di un condidato da proporre ai cordenonesi come Sindaco.

Aveva aperto le danze Del Pup con la proposta semiseria di candidare il vicesindaco attualmente in carica. Poi si era parlato di un noto dentista locale (che avrebbe declinato). Questa dei denti è una storia tutta da scoprire. Hanno a che fare con i denti sia il segretario della Lega, ex Presidente della STU e componente del CdA dell’Atap, sia il capogruppo di Forza Italia, Loris Zancai, eletto con la Lega e passato prima al Fritto Misto e poi in Forza Italia e sia l’attuale assessore leghista. La chiave per scoprire il mistero è la confusione che regna sovrana nella maggioranza. Qualcuno ha parlato di ponti…e loro hanno, diciamo così, equivocato.

Poi è stata la volta della signora Rigo ex dipendente comunale ed attualmente dipendente della Provincia, verso la quale si registrò un esodo di dipendenti in fuga dalla spietata dittatura Komunista, quando il Comune cadde nelle mani del KBG e del compagno Mucignatskji. La signora Rigo, abbiamo appreso dalla stampa, ha rifiutato.

Poi si è parlato insistentemente di De Anna (Elio) che, però, ha chiarito bene di puntare a Pordenone e non a Cordenons. Conoscendone gli appetiti, c’era da aspettarselo. Inoltre non gli sarà andato giù il crollo di preferenze che ha registrato proprio nella sua città, facendogli rischiare la trombatura alle ultime regionali.

Nella Lega si fa il nome di Delle Vedove, attuale assessore succeduto ad un altro assessore leghista, Gardonio (detto, a furor di popolo, “Fandonio”) silurato per manifesta incompetenza per il pasticcio della palestra di Villa d’Arco che doveva essere autoreggente ma che invece non si regge più.

ONGARO brutto

Ma…e Ongaro?

In questo baillame di nomi, cognomi e soprannomi, non è mai spuntato quello del Sindaco in carica. E’ stato praticamente sfiduciato dal suo stesso partito e dai suoi alleati. In una situazione del genere una persona dotata di un minimo di dignità avrebbe battuto i pugni sul tavolo, avrebbe preteso un incontro di chiarimento a tutta la coalizione, avrebbe chiesto di esporre a viso aperto le motivazioni del rifiuto alla sua ricandidatura e, nel caso, se ne sarebbe andata sbattendo la porta, dimettendosi, per colpirli in quello a cui tengono di più, la poltrona.

Invece…niente…silenzio.

Ongaro assiste serafico allo stillicidio quotidiano di nomi di candidati a Sindaco in cui non compare MAI il suo. E’ stato archiviato come uno scherzo della storia e anche della geografia e nulla più. Insomma siamo alle solite per Folpenons.

Più che un TOTOSINDACO

sembra un “TOTO’ SINDACO”

CI SAREBBE DA RIDERE

SE NON CI FOSSE DA PIANGERE

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