NEL REAME DI FOLPONIA, IA, IA, O…

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Nel reame di Folponia -Anno 2014 d.C.-

C’era una volta un re di nome Mario, un re incompetente, triste e solitario che governava, mentendo spudoratamente ai suoi sudditi. Per questo motivo era anche conosciuto come “Re sòla”. I suoi consiglieri erano in lotta gli uni contro gli altri e non gli assicuravano il sostegno necessario né i consigli di cui abbisognava in assenza di competenze.

Uno di questi, un giorno, propose la costruzione di una mirabolante struttura autoreggente. A causa delle diatribe interne ai consiglieri del Re, la realizzazione della struttura partì con tale ritardo da comprometterne la sostenibilità. Infatti la struttura si auto bloccò e rimase ferma per tanto tempo, flagellata dei venti, del gelo e delle piogge.

Eppure, per la sua realizzazione erano stati spesi milioni di folpini (la moneta di Folponia). Le proteste del popolo per questo enorme spreco si facevano sempre più insistenti. Come fare? Il perfido Gran Ciambellano ebbe un’idea per placare gli animi del popolo che piacque molto a Re Mario. Detto fatto, in quattro e quattr’otto, fu subito applicata. A tutti i cittadini adulti del reame fu somministrata una razione di 10 frustate. E a questa pena furono inclusi anche i vecchi e i malati che prima ne erano esenti. Ma il malcontento popolare anziché scemare, aumentava sempre di più, anche per effetto di tale provvedimento. Allora il perfido Ciambellano ebbe un’altra idea che subito piacque a Re Mario, anche perché di idee non ne aveva alcuna.

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E così, dopo un anno di frustate per tutti, fu emanato un editto che riduceva le frustare da dieci a nove. Immediatamente e in pompa magna-magna gli araldi girarono di villaggio in villaggio per recare la buona novella ai popolani. “Re Mario ha abbassato le frustate! Re Mario ha abbassato le frustate!” gridavano ad ogni angolo del Reame. Infine il popolo fu convocato davanti al Palazzo Reale per ricevere dalla stessa bocca del Re, durante una solenne adunata, la buona novella.

Mentre Re Mario magnificava il suo provvedimento a favore del popolo e rivendicava il merito di aver diminuito le frustate, si fece avanti un bambinello pallido, magro e vestito di stracci che chiese di parlare. “Di’ pure”, disse Re Mario, con un sorriso mellifluo. E il bambinello, per nulla intimorito, così parlò: “ L’anno scorso hai fatto dare 10 frustate a tutti, compresi i vecchi e i malati. Quest’anno farai dare 9 frustate a tutti, compresi i vecchi e i malati. E dici che hai ridotto le frustate! E’ vero, ce n’è una in meno, ma riceveremo sempre 9 frustate che prima non c’erano! Perciò, se veramente vuoi fare del bene al popolo, devi eliminare tutte le frustate e in più distribuire un sacco di farina per ciascuna famiglia del reame! Se cerchi di imbrogliarci con le tue menzogne, sappi che Accà nisciuno è fesso”!

Ciò detto il bambinello gli voltò le spalle e si allontanò fra il tripudio della folla. Re Mario fu colto da un attacco di bile ed iniziò a sproloquiare (come al solito) minacciando il bambinello di pene terribili. Ma la rabbia era tanta che gli impediva di pronunciare correttamente le parole, consentendogli soltanto di emettere strani ed esilaranti sibili. Ben presto il popolo lo seppellì sotto una valanga di risate liberatorie.

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