RELAZIONE DELLA COMMISSIONE SPECIALE (VERSIONE INTEGRALE)

DA CUI SI APPRENDE CHE:

IL SINDACO …NON SA…NON RICORDA… NON SA MAI NULLA;

L’ASSESSORE FANDONIO NON SI PRESENTA

LA FACCENDA E’ STATA GESTITA CON TRUCCHI, ERRORI, OMISSIONI, INCOMPETENZA, MENZOGNE, SUPERFICIALITA’, DI TUTTO E DI PIU’.

CHI PAGHERA’?

I CITTADINI, CON IL RADDOPPIO DELL’IRPEF COMUNALE E L’AUMENTO DI TUTTE LE TARIFFE (DECISO DALLA MAGGIORANZA CON IL BILANCIO DI PREVISIONE 2013).

EHI, FOLPO, METTI MANO AL PORTAFOGLIO! DEVI PAGARE L’INCOMPETENZA DEL SINDACO E DELLA GIUNTA!

 Ongaro5

 NOMINA, INSEDIAMENTO E LAVORO SVOLTO IN COMMISSIONE.

Con delibera n° 84 dd. 10 agosto 2013, il Consiglio Comunale di Cordenons istituiva una Commissione Speciale (all. 1), avente ad oggetto l’analisi, lo studio e l’approfondimento di ogni problematica relativa alla costruenda palestra polifunzionale nella frazione di Villa d’Arco.

Da parecchi mesi, infatti, sia sulla stampa sia con interrogazioni ed interpellanze, erano e sono in corso polemiche sulla effettiva realizzabilità dell’opera, sulla sua sostenibilità finanziaria, su difficoltà e problemi vari nati in corso d’opera.

Per tutte e tali questioni, l’assemblea dava vita all’organo di controllo ed individuava quali suoi componenti i seguenti consiglieri comunali: Gianpaolo Biason (Popolo della Libertà), Angelo Sartori (Lega Nord), Riccardo Del Pup (Forza Italia), Alberto Fenos (Partito Democratico), Lanfranco Lincetto (Lista Cittadini-Italia dei Valori), Stefano Mazzacani (Lista  Scegliere Insieme), Laura Sartori (Sinistra in Comune), Franco Vampa (Lista Vampa-UDC-Monti).

Il mandato loro assegnato doveva espletarsi “ … indicativamente …” entro 30 giorni dall’insediamento della Commissione e concludersi con una relazione da portare all’attenzione del Consiglio Comunale, nella prima seduta utile successiva alla scadenza del termine di cui sopra.

La Commissione, convocata con atto del 21 agosto 2013 a firma del Sindaco, si riuniva per la prima volta in data 12 settembre 2013, dalle ore 17.00 alle 19.00.

In quella sede (assente solo il consigliere/commissario Angelo Sartori per giustificati impegni lavorativi), interveniva il Sindaco della Città di Cordenons, il quale, dopo aver recato i propri saluti ed augurato a tutti i commissari un proficuo lavoro, assicurava la massima trasparenza dell’esecutivo e garantiva la puntuale assistenza di tutti gli Uffici Comunali ai lavori della Commissione. Subito dopo il suo commiato, il commissario avv. Franco Vampa rappresentava la propria inopportunità/incompatibilità a partecipare ai lavori, in quanto l’Assessore ai Lavori Pubblici Gardonio –referente politico della palestra- è da lui difeso professionalmente in una controversia, comunque estranea a vicende comunali. A quel punto, abbandonava la sessione e non partecipava più ai lavori.

Il primo atto della Commissione è stata la nomina del proprio Presidente, individuato, all’unanimità, nella persona dell’avv. Alberto Fenos. Assunte le sue funzioni, questi ha illustrato brevemente i propri intendimenti in ordine al funzionamento della Commissione, segnalando la necessità di stendere un verbale di ogni seduta e nominare un segretario all’uopo dedicato. Veniva nominato per detto scopo il consigliere Gianpaolo Biason.

Il Presidente, poi, segnalava la laconicità delle fonti normative e l’assoluta assenza di disciplina diretta a regolare il funzionamento della Commissione, strumento per altro mai prima utilizzato nel Comune.

Visti gli artt. 41 primo comma dello Statuto Comunale e 26 del Regolamento Adunanze Consigliari, si decideva comunque all’unanimità:

-di chiedere agli Uffici dell’Area Tecnica la disponibilità dell’intero fascicolo relativo alla palestra, attraverso la consegna dello stesso ad ogni sessione, affinchè la Commissione potesse disporne e provvedere in tal modo alla sua immediata consultazione (tale facoltà, per il vero, è già insita nelle prerogative di ogni consigliere comunale);

-di procedere all’audizione delle figure tecniche e politiche coinvolte nella vicenda in essere, al fine di meglio chiarire le scelte amministrative e progettuali adottate (quanto ai dipendenti del Comune, la richiesta di chiarimenti ai medesimi è anch’essa già contenuta nelle prerogative dei consiglieri comunali; per quanto concerne gli attori politici, la Commissione riteneva che, pur essendo evidente l’assenza di ogni potere coercitivo al riguardo, gli stessi, proprio perchè tenuti a fornire comunque risposte ad interrogazioni e interpellanze per iscritto o in Consiglio Comunale, lo potessero/dovessero fare anche in sede di Commissione Speciale; in codesta sede, il contradditorio e l’approfondimento erano sicuramente più agili, atteso che non vi sarebbero stati i vincoli rigidi del question time, propri degli strumenti consiliari citati;

-di procedere celermente, vista  la ristrettezza dei termini concessi dal Consiglio Comunale, e di giungere quanto prima alla stesura della relazione, da sottoporre a votazione e depositare nel termine del 12 ottobre 2013, quantunque fissato “ … indicativamente …”.

Nella seconda seduta tenutasi la mattina del 17 settembre 2013 dalle ore 9.00 alle 13.00, la Commissione provvedeva ad analizzare compiutamente tutto il fascicolo, individuando i temi più importanti della vicenda. Decideva di riconvocarsi per lunedì 23 settembre 2013 ad ore 17. Provvedeva a richiedere l’audizione delle seguenti figure:

-geom. Piccin Roberto, Responsabile Unico del Procedimento e Direttore dei Lavori, in ordine all’opera;

-geom. Bot Stefano, coordinatore della sicurezza e tenuto alla contabilità di cantiere;

-ing. Del Zotto Antonio, autore del progetto preliminare e definitivo della palestra;

-d.ssa Lovato Maria Elena, Responsabile dell’Area Finanziaria;

-geom. Gardonio Valter, assessore ai lavori pubblici;

Mario Ongaro, Sindaco della Città di Cordenons.

 

Mentre le figure tecniche prontamente offrivano la loro disponibilità, l’assessore Gardonio pel tramite della Segreteria faceva riferire la sua non volontà di partecipare all’audizione. Il Sindaco, invece, inoltrava al Presidente una e-mail il giorno venerdì 19 settembre 2013 ad ore 12.06 (all. 2), nella quale egli subordinava la sua presenza all’audizione ad una previa spiegazione circa la differenza tra Commissione d’indagine e Commissione d’inchiesta.

Il Presidente, non potendo convocare i commissari (la seduta di audizione era fissata per lunedì 23 settembre), provvedeva a rispondere personalmente, segnalando che nell’ordinamento comunale non esisteva alcun riferimento ad una Commissione d’Inchiesta (all. 3). Rassicurava il Sindaco circa l’assoluta serenità e civiltà con le quali si sarebbe svolta l’audizione, ma questi non rispondeva ulteriormente. Ciò dava evidente spunto alla stampa locale, la quale, venuta a conoscenza del rifiuto a partecipare dell’assessore Gardonio, si interrogò per tutto il fine settimana circa la presenza o meno del Sindaco alla sessione.

Nel corso di lunedì 23 settembre 2013, il Presidente domandava due volte alla Segreteria se il Sindaco avesse sciolto la riserva, ma questi, impegnato sin dopo le 18.30, non aveva ancora fornito risposta.

Sempre lunedì 23 settembre 2013, ad ore 11.12, giungeva via e-mail al Presidente una lettera del geom. Piccin Roberto (all. 4); in essa, il RUP obiettava inopportunità di ascoltare l’ing. Del Zotto, atteso che al medesimo erano state mosse alcune settimane prima contestazioni al proprio operato; ciò avrebbe interferito con questa procedura per altro rimessa alla competenza esclusiva del RUP e avrebbe potuto essere foriera di danni erariali.

Il Presidente rispondeva tempestivamente, esternando il proprio disaccordo a tale presa di posizione, dichiarando che si intendeva procedere ugualmente.

Alle ore 17.00 (prolungatasi sino alle 21.00), pertanto la Commissione si riuniva ed avviava le audizioni del (nell’ordine) geom. Piccin, del geom. Bot, dell’ing. Del Zotto e del Sindaco che nel frattempo era giunto in Municipio e aveva offerto la propria disponibilità. Da ultima, veniva sentita la d.ssa Lovato, ma in una sessione successiva.

Le audizioni venivano debitamente registrate, previo consenso prestato dagli interessati, offrendo notevoli ed utili elementi alla Commissione, sui quali si dirà nel prosieguo.

Il 1° ottobre 2013, si ascoltava anche la Responsabile dell’Area Finanziaria, dott.ssa Maria Elena Lovato. La Commissione poi procedeva a riordinare gli elementi raccolti, sforzandosi di darne una lettura unitaria; all’uopo, incaricava il Presidente di stendere una bozza di relazione, da condurre all’approvazione dell’Organo di Controllo prima, e del Consiglio Comunale poi. La prima seduta destinata all’esame del testo si svolgeva giovedì 3 ottobre (dalle 18.00 alle 21.00; si segnala che il consigliere/commissario Angelo Sartori per impegni personali abbandonava i lavori alle ore 20.00 circa). La Commissione si riuniva nuovamente il giorno 8 ottobre 2013 (dalle ore 9.00 alle ore 11.00) approvando il testo definitivo. Lo sottoscrivevano tutti i commissari ad eccezione di Angelo Sartori (Lega Nord), il quale, nel pomeriggio precedente con mail delle ore 14.58, comunicava di non poter presenziare. Richiesto se desiderava fosse fissata altra sessione per consentirgli di partecipare alla votazione, rispondeva di procedere pure e di depositare l’elaborato.

Gardonio

 

 IL PERCORSO DI APPROVAZIONE E COSTRUZIONE DELLA PALESTRA.

Ritiene la Commissione di individuare e richiamare i documenti più importanti del percorso diretto alla realizzazione dell’opera, ordinandoli cronologicamente e corredandoli con gli elementi ad essa pervenuti dall’audizione delle figure tecniche e politiche (si farà riferimento al minuto esatto in cui sono state rese le loro dichiarazioni, precisandosi che sono tutte risalenti alla seduta del 23 settembre 2013, ad eccezione di quelle della dott.ssa Lovato, sentita in data 1° ottobre 2013).

L’idea di realizzare una palestra polivalente (arricchita da un corposo impianto fotovoltaico, la cui produzione di energia coi conseguenti benefici economici avrebbe completamente abbattuto il mutuo necessario per la sua costruzione) nasce nella primavera del 2012.

Il geom. Piccin, Posizione Organizzativa dell’Area Tecnica del Comune di Cordenons, ha affermato in sede di sua audizione (min. 1’ 40” e ss.) di averlo appreso dalla stampa, esibendo un articolo del Messaggero Veneto dd. 14 aprile 2012, nel corso del quale l’Assessore Gardonio illustrava il progetto. L’ing. Del Zotto, in seguito incaricato di progettare il fabbricato, assume di aver lui incontrato l’Assessore Gardonio e di avergli proposto questa idea: realizzare una palestra interamente finanziata dalla produzione di energia venduta o scambiata in rete, in virtù di un mega-impianto collocato sulla struttura (min. 1’ 50” e ss.). Affermava esservi già uno stabile simile a Cittadella (PD), ove egli organizzò un incontro accompagnando tre assessori a visitarlo.

A Cordenons, l’idea dell’Amministrazione prende corpo con lettera dd. 14 aprile 2012 prot. 7046 (all. 5), in virtù della quale il geom. Piccin invita l’ing. Del Zotto a presentare un preventivo per la costruzione di una palestra i cui dettagli sono già sufficientemente definiti: trattasi di una “ … struttura coperta, della superficie interna di mt 24,50×48,00 circa, pari a metri cubi 1176,00 per il campo di gioco, compresi i locali per i servizi, quali spogliatoi, servizi igienici e impianti tecnologici; il complesso dovrà ospitare più attività sportive, tra cui calcio a 5, tennis, pallavolo e basket e altre attività amatoriali ludico-ricreative …”.  Anche il costo era già individuato in un importo di 830 mila euro IVA esclusa, compresi 20 mila per oneri di sicurezza. Di tale iniziativa, l’assessore Gardonio rendeva immediatamente partecipe la stampa (all. 6).

 

Proseguendo la successione temporale degli eventi, la Commissione ha poi rinvenuto nel fascicolo un carteggio via e-mail  risalente ai primi di maggio 2012 (all. 7): in essa il RUP chiede ausilio all’avv. Mattia Matarazzo, il quale descrive le modalità con cui confezionare la prossima determina d’incarico, con indicazione diretta di un progettista. Il problema era qui coordinare i regolamenti comunali, fermi al limite dei 20 mila euro, con la normativa nazionale, che nel frattempo l’aveva portato a 40 mila. Al legale non risulta esser stato affidato alcun mandato, né in quel momento elargito alcun compenso.

Si giunge così all’affidamento dell’incarico, attribuito con determina n° 494 del 21 maggio 2012 (all. 8), nelle cui premesse si scrive: “ … Considerato di richiedere la disponibilità all’incarico di progettazione a professionisti locali ma nel contempo esperti conoscitori di interventi all’avanguardia nel settore del risparmio energetico. Riscontrati gli esiti dell’indagine di mercato esperita dal Servizio lavori pubblici …”. Alla commissione, pur legittimo il conferimento diretto dell’incarico, non risulta invece effettuata alcuna ricerca di mercato. All’ing. Del Zotto viene riconosciuto un compenso pari ad € 32.000, oltre accessori.

Poche settimane dopo, in data 11 giugno 2012 (all. 9), viene sottoscritto il Disciplinare d’Incarico, tra il Comune di Cordenons e l’ing. Del Zotto. La Commissione intende evidenziare il fatto che il contratto prevede la costruzione di una palestra polivalente “chiavi in mano” (funzionale e finita: il concetto che appare scontato è rimarcato per ragioni che si comprenderanno nel prosieguo) con impianto fotovoltaico integrato da collocarsi sulla copertura. Il progetto ha l’obiettivo di cogliere i benefici del D.M. 5 maggio 2011 (cd. Quarto Conto Energia), i cui proventi -nelle previsioni- abbatteranno i ratei di mutuo nel frattempo da accendersi per finanziare la costruzione.  Tale contratto viene dopo pochi giorni integrato dall’aggiunta di un nuovo impianto fotovoltaico, da posizionarsi sopra le tribune del campo di calcio. Per ragioni che qui non hanno rilievo, al termine della procedura, gli impianti saranno tre: uno di circa 51 kw da posare sopra le tribune del campo di calcio e atletica limitrofo (operazione facile vista la struttura già pronta ad accoglierli) e due di circa 92 kw ciascuno, da collocare sulle due falde che compongono la copertura della costruenda palestra.

Sempre secondo l’atto di conferimento dell’incarico, il progettista doveva presentare il progetto preliminare entro 10 giorni dalla sottoscrizione del contratto e quello definitivo entro 20 giorni dall’approvazione del preliminare da parte del committente (art. 4).

Fin dal primo stadio di progettazione (elaborato cd. preventivo), a dire dell’ing. Del Zotto (min. 4’ 45” e ss. della sua audizione), furono lui richiesti oneri di spesa inferiori al milione di euro perché imposti da alcune necessità; la più importante di queste era il fatto che gli impianti dovevano essere allacciati entro il 31 dicembre 2012. In quella data, difatti, scadevano i benefici del Quarto Conto Energia assicurati ancora agli enti pubblici (estintisi da tempo quelli riservati ai privati): solo attraverso il raggiungimento di quell’obiettivo, il piano finanziario si sarebbe retto, compensando per l’appunto i ratei del mutuo con i proventi provenienti dalla produzione elettrica dell’impianto.

Sempre in sede di predisposizione del progetto, a dire del professionista incaricato, l’amministrazione decideva di allargare l’area di intervento attraverso l’aggiunta di una “campata” alla struttura (rispetto all’omologa visitata a Cittadella).

Nasce  così il progetto preliminare (all. 10), il quale, in estrema sintesi, espone una palestra dal costo complessivo di € 1.300.000 “chiavi in mano”, di cui € 999.960 per il quadro A ed € 300.040 per il quadro B. In altre parole, la palestra era dotata di ogni necessità ed una volta terminata sarebbe stata consegnata completamente funzionante alle associazioni sportive.

Già nel progetto preliminare, però, è sottesa una scelta dirimente: le somme non a disposizione dell’Amministrazione dovevano restare sotto l’importo del milione di lire.

Tale circostanza costituiva la condicio sine qua non per la realizzabilità dell’opera perchè, all’evidenza, era del tutto incompatibile con una procedura ordinaria di gara pubblica. Di qui la necessità per l’appunto di prevedere una spesa massima di € 1.000.000 (un milione di euro) e dirottare l’affidamento ad una procedura negoziata, intuitivamente più agile e veloce, tale da consentire l’allacciamento degli impianti entro fine anno.

Questo è un passaggio fondamentale –di certo vitale- per la realizzazione dell’opera; come accennato sopra, il perseguimento dei benefici del Quarto Conto imponeva “a monte” quel tipo di affidamento (la determina di individuazione del progettista è di fine maggio, mentre il disciplinare di incarico dell’11 giugno: mancavano quindi 6 mesi con ferie estive e natalizie di mezzo).

Di pari passo,  stringere al massimo l’ipotesi di spesa per la realizzazione dell’opera costituiva una tappa obbligata del percorso amministrativo, sorta sin dalla presentazione del progetto preliminare: vedasi in esso il conto economico (all. 10/3), laddove si prevede un impianto di riscaldamento per soli € 14.650 e serramenti per soli € 18.100.

La decisione di non sforare la somma di 1 milione di euro è quindi già adottata in sede di progetto preliminare che non muterà nei successivi elaborati.

Il conto economico finale del progetto preliminare (all. 10/3, ultima pagina) espone quindi un esborso finale pari ad € 999.960 per il quadro A. All’interno del quadro B (con somme dichiarate a disposizione dell’Amministrazione) vanno evidenziati i 66.800 euro ivati, entro i quali troverebbero copertura interventi per attrezzature sportive. Hanno qui residenza gli arredi sportivi interni, che comporteranno in seguito alcuni problemi di cui si parlerà nel prosieguo.

Se ancora vi fossero dubbi, l’intendimento di contenere le spese con previsione di costi di costruzioni estremamente “tirati” è circostanza ampiamente dimostrata da due ulteriori solide ordini di ragioni e circostanze: (1) il totale disinteresse dimostrato dalle ditte invitate ad offrire nella prima procedura (solo due su 10 risposero, ma unicamente per rappresentare la non convenienza del lavoro offerto); (2) il fatto che la palestra, una volta trasformato il progetto da preliminare a definitivo, sarebbe stata costruita senza cappotto, senza impianto di riscaldamento e quindi dichiarata dallo stesso progettista “di solo uso estivo”.

Infatti, affinatosi l’elaborato per avvicinarsi all’esecutivo (e quindi precisandosi i computi metrici e gli oneri effettivi di costruzione), ci si accorge della necessità di operare dei tagli sui costi, rinunziando ad alcuni interventi per poter rimanere sotto la cifra di un milione di euro.

Tra gli interventi più importanti, rinviati ad un completamento successivo, vi sono il cappotto, l’impianto di riscaldamento, una variazione alla pavimentazione prevista (inserita solo nel quadro economico B del progetto definitivo, non nel preliminare, dove erano conteggiati invece gli arredi); per tali ragioni, la palestra è apertamente dichiarata “di solo uso estivo”.

L’assunto non si presta a dubbio alcuno, posto che è scritto apertis verbis a pag. 17 della relazione illustrativa del progetto definitivo, tav. D1 (all. 11): “  … l’impianto a servizio del locale, una volta che sarà del tutto completato, sarà costituito da n° 1 generatore d’aria calda a sezioni componibili .. questa macchina sarà installata sulla copertura del tunnel e attualmente è prevista per un completamento successivo, pertanto temporaneamente l’edificio è da considerarsi con uso stagionale estivo …”.

 

In data 12 luglio 2012 con delibera n° 82 (all.12, a maggioranza, opposizioni contrarie, assenti i consiglieri Lincetto, Vampa e Nappi), il Consiglio Comunale approva una variazione del piano triennale delle opere pubbliche sulla scorta dell’asseverazione del progettista e di una relazione di piano finanziario dell’opera a firma del progettista e del RUP, acquisiti come emendamento. L’importo di costruzione aumenta di 300.000 euro rispetto all’originario costo (1 milione) contenuto nel piano triennale delle opere pubbliche di cui alla delibera del Consiglio Comunale n° 69 del 26 aprile 2012.

Successivamente, il progetto preliminare ottiene l’avallo della Giunta Comunale con delibera n° 140 del 23 luglio 2012 (all. 13), senza assenza alcuna: erano favorevoli e presenti tutti gli assessori.

Sulle ragioni per le quali si andavano a spendere € 1.300.000 (rectius € 2.000.000 considerando la somma soggetta a mutuo) per realizzare una palestra polifunzionale che di lì a poco sarebbe stata  “di solo uso estivo” (quando è di tutta evidenza che le associazioni sportive di basket, pallavolo, ginnastica ecc. cc. hanno necessità di svolgere pratica sportiva durante l’inverno per effettuare gli allenamenti e partecipare a tornei che non si organizzano certo d’estate), le figure tecniche e politiche hanno risposto nelle audizioni come segue:

 

-il RUP, geom PICCIN affermava di sapere che la palestra, così come progettata e per quel limitato costo di costruzione, era di solo uso estivo; la fruibilità invernale sarebbe stata acquisita con una perizia di assestamento, sfruttando i risparmi sulle somme di cui al quadro B; l’obiettivo principale era agganciare i benefici del quarto conto energia, allacciando gli impianti fotovoltaici alla rete entro il 31 dicembre; quanto al fatto che la parte politica (sindaco e assessori, soprattutto quello ai Lavori Pubblici) fosse a conoscenza di un tanto, testualmente rispondeva “… non lo so … solitamente sono informati di tutto …(min. 7’ 20” e ss.) …”;

 

-il progettista, ing. Del Zotto, sempre in ordine al punto relativo all’uso solo estivo della palestra, rispondeva testualmente (min. 2’ 40” e ss.): “ … l’ho scritto a chiare lettere e ben leggibili e perfino evidenziate sia nel preliminare che nel definitivo … “; asseriva poi che l’obiettivo principale affidatogli era l’allacciamento degli impianti entro la fine dell’anno e solo in un secondo momento l’opera sarebbe stata completata con il cappotto e con l’impianto termico (osserva la Commissione che queste erano opere di completamento non comprese nell’appalto o comunque non coperte dai costi previsti); interpellato sulle figure con cui aveva interloquito di tutto questo rispondeva testualmente: “… col sindaco non mi ricordo, sicuramente con Piccin e con Gardonio …”; ulteriormente incalzato per sapere se la parte politica sapeva che il progetto nasceva monco di opere importanti per il suo (normale) utilizzo invernale, egli testualmente rispondeva (min. 36’ 20”) “… se non parlavo coi sordi …”;

sempre in merito all’utilizzo solo estivo della palestra, la Commissione ha chiesto al Sindaco se era a conoscenza che il palazzetto, così come progettato, era privo di riscaldamento ed utilizzabile solo d’estate, ottenendo la seguente testuale risposta (min. 21 ‘45” e ss.): … Questo particolare non me lo ricordo. Non me lo ricordo assolutamente …”;

 

-l’assessore ai Lavori Pubblici, come già anticipato, ha rifiutato di venire in Commissione.

 

Passato il vaglio del Consiglio Comunale e della Giunta, il progetto si trasforma da preliminare a definitivo con i descritti tagli: questo passaggio, però, viene approvato dall’organo esecutivo in data 20 agosto 2012 con delibera n° 146 (all. 14), ma non all’unanimità: risultano difatti assenti ben 3 assessori su 7 però, con numero legale raggiunto, la delibera passa.

Sempre in data 20 agosto 2012, viene formato un “Verbale di Validazione Progetto Definitivo” a firma del RUP e del Progettista, nel quale si conferma la fattibilità dell’opera, essendo congrui e regolari i progetti ed i costi (all. 15). Ma i progetti ed i costi si riferiscono ad una palestra di solo uso estivo.

Continuando ad osservare l’ordine cronologico dei fatti e degli atti, superate le ferie estive e con l’avallo seppur parziale della Giunta, si arriva alla procedura negoziata: viene confezionato il disciplinare di gara (all. 16) e contestualmente sono invitate a partecipare n° 10 ditte previamente selezionate, con fissazione del termine per presentare le offerte stabilito per il 25 settembre 2012, ore 9.30.

La Commissione di gara risulterà composta dall’avv. Mattia Matarazzo, il perito Cozzi e il responsabile interno dell’istruttoria Mauro Biasotto (con compenso riconosciuto ai primi due, rispettivamente, di € 2000 e 750 oltre accessori). Anche in questo caso, pur assolutamente legittimo, l’incarico viene dato senza previe ricerche, richiamando la Commissione l’attenzione sul preventivo del legale inoltrato per la“ … procedura di evidenza pubblica finalizzata all’affidamento dei lavori di ristrutturazione del Centro di catalogazione e documentazione dei Magredi in Comune di S. Quirino – I lotto …”, che all’evidenza nulla c’entra con l’incarico poi ricevuto (all. 17).

In quei giorni, con protocollo 16379 dd. 10 settembre 2012, il consigliere di maggioranza Biason (PDL) depositava un ordine del giorno “urgente” (all. 18), chiedendo il ritiro in autotutela della ricerca di mercato n° 14966 del 10 agosto 2012 e, sostanzialmente, di annullare la procedura, atteso che “ … l’importo a base di gara di 999.960 euro senza IVA può generare il sospetto che tale cifra sia stata adottata per eludere le norme previste per appalti superiori al milione di euro …”.

Prima però che tale ordine del giorno sia discusso, scade il termine della procedura negoziata. Come si è già detto, però, questo primo tentativo abortisce, poiché nessuna delle ditte avanza candidature entro il 25 settembre, anzi due di esse si pèritano invece di scrivere, ma solo per segnalare che non vi è convenienza nell’accettare l’appalto.

A questo proposito, oltre ai costi “tirati”, deve segnalarsi come le clausole contrattuali impongano gravosi obblighi di giungere al tetto (finito), allacciare gli impianti alla rete entro il 31 dicembre, consegnare l’opera in 180 giorni e, affatto da sottovalutare, previamente redigere il progetto esecutivo.

Alla fine di settembre, precisamente il 27 settembre 2012, il Consiglio Comunale è chiamato a discutere (anche) l’ordine del giorno presentato dal Consigliere Biason. Visto l’approssimarsi del limite delle 4 ore di discussione (utilizzate per discutere gli ordini del giorno previamente iscritti), il consigliere Vampa richiamava il regolamento e domandava se tutti i gruppi fossero d’accordo nel proseguire o meno. Il Presidente del Consiglio Comunale li interpellava, ottenendone il consenso, salvo quello del Consigliere Vampa che abbandonava immediatamente la seduta. Esaurita la presentazione della proposta di delibera da parte del Consigliere Biason, il Vice-Sindaco, a nome del PDL (escluso Biason), manifestava la decisione di lasciare la sala unitamente a tutti i colleghi del gruppo, autorizzando il solo Consigliere/Assessore allo Sport De Benedet a rimanere. A quel punto, giustificando politicamente la scelta, anche il Presidente del Consiglio (allora capogruppo a sè) decideva di abbandonare il Consiglio, seguito a ruota dal Gruppo Misto (tre Consiglieri). Si avviava la discussione, conclusa con voto finale che vedeva l’ordine del giorno respinto (all. 19): 7 astenuti durante il voto (l’intera opposizione), un voto favorevole (il solo Consigliere Biason del PDL) 6 voti contrari (la Lega Nord oltre l’assessore/consigliere PDL De Benedet).

     Superato questo burrascoso Consiglio, la procedura negoziata viene ripetuta e questa volta ha buon esito: fra le tre ditte selezionate, la ditta ZANINI Antonio di Martignacco risulta l’unica disposta ad assumersi la commessa.

     La Commissione segnala in questo passaggio amministrativo la presenza di una missiva della ditta Zanini dd. 26 ottobre 2012 prot. 19985, nella quale essa, per altro come da contratto, si assume l’impegno di “ … procedere alla verifica dei calcoli … (all. 20)”. E’ importante per ciò che si dirà in sede di conclusioni.

Di certo non meno rilevante è il contratto di mutuo che il Servizio Finanziario comunica di aver stipulato in data 10 ottobre 2012 con l’istituto di Credito Sportivo di Roma; riassunte, le condizioni principali sono: importo del mutuo € 1.300.000, Tasso Annuo Effettivo Globale 5,0850, canone semestrale € 51.882,87 (circa 104 mila euro l’anno), durata sino al 31 dicembre 2032, importo finale effettivamente pagato € 2.075.314,27 (all. 21).

In quel periodo, il progettista è chiamato a rielaborare e confermare i dati economici a supporto del progetto: egli confeziona una relazione destinata al Sindaco dd. 2 novembre 2012 che non era contenuta nel fascicolo dell’Ufficio Lavori Pubblici, ma che è stata consegnata alla Commissione dalla Responsabile dell’Area Finanziaria (all. 22).

Il documento è importante perché in esso, a parte la scontata conferma -da parte del suo autore- della bontà del progetto se riesce ad agganciare i benefici del Quarto Conto Energia, si manifesta il dubbio che gli impianti collocati sulla falda della palestra possano entrare in esercizio entro il 31 dicembre 2012. Così si esprime difatti l’ing. Del Zotto: “ … Nella circostanza attuale, da considerare realistica, che i tempi di esecuzione portino invece all’entrata in esercizio degli impianti: a) per la pensilina della tribuna entro il 31 dicembre 2012, b) per il FV sul palazzetto dopo tale scadenza, tuttavia entro il primo semestre …”.

Nella sostanza, trovandoci al 2 novembre, l’ing. Del Zotto dà per “realistico” che non si arriverà ad allacciare gli impianti più importanti entro la fine dell’anno.

Ciononostante, attraverso una serie complicata di calcoli, considerati anche i diversi regimi che governano il Quarto ed il Quinto Conto Energia, il professionista conferma la sostenibilità economica dell’opera, attraverso la produzione e lo scambio di energia prodotta.

A questo punto, però, sia l’affidamento sia l’approvazione definitiva del progetto devono passare nuovamente in Giunta. Sono giorni in cui l’organo esecutivo, pur convocato, non riesce a raggiungere il numero legale a causa di alcuni assessori che disertano la seduta. Ne costituisce esempio la delibera n° 182 del 6 novembre 2012 (all. 23), inequivocabilmente epigrafata “ Seduta andata deserta per mancanza del numero legale”.

In quei frangenti, i quotidiani locali danno ampio risalto alle profonde divergenze che sono ormai approdate anche in Giunta, ma alla fine il progetto esecutivo e l’affidamento alla ditta Zanini passano, nonostante la palese crisi che ha investito il governo comunale.

L’atto relativo è la delibera di Giunta Comunale n° 183 del 7 novembre 2012 (all. 24). Anche in questo caso sono assenti 3 assessori su 7, ma l’assessore Katia Bottecchia, pur esprimendo voto contrario, con la propria presenza consente di raggiungere il numero legale e di fatto assicura l’approvazione del progetto. Queste sono le dichiarazioni della dissenziente: “ … negli intenti iniziali il progetto in esame doveva autofinanziarsi con le entrate del cosiddetto conto energia, ma sembra invece che l’Amministrazione non sia in grado di allacciarsi alla rete ENEL entro il 20 dicembre c.a. ...”.

 

In ordine a questo passaggio prettamente politico-amministrativo ma di certo fondamentale per il via definitivo all’opera, la Commissione ha chiesto al Sindaco se, al termine di questo travagliato parto, con maggioranze consiliari e di giunta che si sfaldavano sempre di più rendendo difficile l’approvazione della palestra, egli potesse illustrare le posizioni degli assessori ed eventualmente far conoscere i motivi per i quali erano contrari al progetto o comunque lo ostacolavano con la loro assenza.

Il Primo Cittadino rispondeva testualmente (min. 47 ‘ 25 “ e ss.): “ … quali assessori ? faccio fatica ad un certo momento a ricordarmi la storia del perchè non si presentavano … non mi ricordo del novembre di un anno fa chi era presente lì e cosa ha detto … dovrei far mente locale … devo ricostruirmi tutta la materia di questo per spiegare perchè in quel momento lì non erano presenti … sennò chiedetelo direttamente a loro … (min. 49.30)”.

Con il definitivo via libera, l’iter si avvia immediatamente, provvedendosi alla nomina di un professionista il giorno 14 novembre 2012 (all. 25) incaricato del “ Coordinamento Sicurezza in fase di esecuzione lavori, Direzione operativa, ispezione di cantiere, contabilità lavori, redazione del certificato di regolare esecuzione, accatastamento ed eventuale frazionamenti …” . Il compenso è riconosciuto in ragione di € 18.240 oltre accessori e, pur legittimo, non è stato oggetto di ricerca sul mercato, come ha confermato il RUP in sede di audizione (min. 3’ 45”).

In data 15 novembre 2012, con apposito verbale e sulla scorta del progetto esecutivo da sè redatto (all. 26), la ditta ZANINI prende possesso del cantiere e dichiara che “ … Il signor Zanini Antonio, nella qualità summenzionata, dichiara di essere pienamente edotto di tutte le circostanze di fatto e di luogo, inerenti l’esecuzione dei lavori e di tutti gli obblighi accollati all’impresa dal Capitolato Speciale d’Appalto e di accettare la consegna dei lavori, come sopra effettuata, sotto le riserve di legge, senza sollevare riserva od eccezione alcuna, restando inteso che dalla data del presente verbale decorre il tempo utile per dare compiuti tutti i lavori, stabilito in giorni 180 (centottanta) naturali e consecutivi dall’art. 11 del capitolato speciale d’appalto, cosicchè l’ultimazione dei lavori stessi dovrà avvenire entro il giorno 12 maggio 2012 ed in particolare di giungere all’esecuzione dell’allacciamento alla rete Enel entro il termine del 31.12.2012 …”.

 

Il passaggio è, a giudizio della Commissione e per ciò che si assumerà nelle conclusioni, estremamente importante: nella sostanza, a metà novembre 2012 la ditta rinnova la promessa all’Amministrazione di rispettare i tempi di allacciamento degli impianti fotovoltaici entro la fine dell’anno sulla base del progetto esecutivo, alla cui predisposizione era tenuta. L’ing. Del Zotto, invece, riteneva “realistico” lo sforamento al 2013 per i due impianti di 92 kw.

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Il 27 novembre 2012 si verifica una singolare quanto curiosa coincidenza: il  RUP provvede con determina n° 1191 al pagamento di una prima -e quasi definitiva- tranche degli onorari all’ing. Del Zotto (€ 25.600 oltre accessori, all. 27); lo stesso giorno, giunge in Comune il parere della Regione FVG-Direzione Centrale Infrastrutture, mobilità, pianificazione territoriale e lavori pubblici che esprime parere negativo sul progetto strutturale individua ben 11 punti di criticità, domandandone la rielaborazione e, ovviamente, vietando l’inizio dei lavori (all. 28).

In ordine a questo problema (ma non unico), i primi di agosto 2013, il RUP notificherà al progettista ing. Del Zotto una messa in mora, contestandogli errori e carenze nel calcolo delle strutture (se ne approfondirà il contenuto al momento opportuno).

Sentito sul punto dalla Commissione (min. 12’ 04” e ss), l’ing. Del Zotto ha respinto decisamente gli addebiti, sostenendo che predisporrà un esposto alla Corte dei Conti, segnalando che l’Ufficio Regionale non bocciò affatto il progetto, ma ne chiedeva una mera integrazione; aggiungeva altresì che la vigente normativa non prevede per il progetto definitivo (elaborato di sua competenza) i particolari costruttivi, ma solo le strutture principali e non quelle secondarie; concludeva sostenendo che quel parere andava contestato e che la ditta ZANINI, anzichè redigere il progetto esecutivo aveva presentato il (suo) progetto definitivo, incorrendo nella decisione negativa.

Sta di fatto che il progetto viene rielaborato da altro tecnico e supera finalmente lo scoglio della Commissione Lavori pubblici, come apprende il Comune di Cordenons in data 14 dicembre 2012 con nota prot. 23444 (all. 29).

Nel frattempo, era sottoscritto il contratto d’appalto tra la ditta ZANINI ed il Comune (all. 30)

 

La Commissione, in ordine alla  ripartenza del cantiere il 14 dicembre (ma anche alla consegna della stessa il 14 novembre, stanti le difficoltà dell’approvazione dei progetti da parte della stazione appaltante) si è domandata anch’essa se fosse possibile in così poco tempo raggiungere l’obiettivo di erigere una struttura, dotarla di copertura finita, collocarvi i pannelli ed allacciare l’impianto.

Otteneva queste risposte:

dal RUP Piccin (min 12’ 45” e ss.) che vi era stata fortuna con le proroghe del quarto conto; dall’ing. Del Zotto (min. 15’ 50” e ss.) che erano state già preannunciate proroghe, per cui si poteva procedere con più calma.

Talchè, l’impianto di 51,88 kw viene immediatamente posato e allacciato il 19 dicembre 2012 (operazione agile, perchè le strutture della tribuna sono già pronte), mentre gli altri due collocati sulle falde della palestra finiranno per essere connessi alla rete solo il 14 maggio 2013.

 

I primi due mesi del 2013 sono dedicati al completamento del materiale cartaceo, culminato col riconoscimento da parte del GSE (all. 31) di aver conseguito i benefici del Quarto Conto Energia (anche se del solo impianto di 52kw collocato sul tetto della tribuna di calcio).

La Commissione, però, ha avuto modo di osservare come la tariffa incentivante fosse riconosciuta in € 0,235 per ogni kw; un dato che esponeva uno scostamento del 24% in meno rispetto al piano finanziario posto a base della fattibilità economica del progetto complessivo così come presentato sin dal progetto preliminare (e confermato dall‘allegato 22).

Come si ricorderà, in esso (v. all. 12, in particolare la relazione acquisita come emendamento), era stato presentato un beneficio per 0,290 € kw per quanto concerne l’impianto di 52 kw. Se il medesimo minor incentivo sarà riconosciuto anche ai due impianti di 92 kw, anche rimanendo nel Quarto Conto Energia, si corre il rischio di registrare un’entrata di circa un quarto (24%) inferiore alle attese, compromettendo la stabilità del calcolo finanziario teso a compensare con il ricavato della produzione di energia le rate di mutuo nel frattempo acceso.

 

La Commissione ha quindi domandato alle figure tecniche e politiche se l’arrivo di questo primo dato sui benefici economici del primo impianto così come riconosciuti dal GSE (tra l’altro indirizzato al Sindaco) fosse stato oggetto di valutazione e riflessione.

Le risposte sono state le seguenti:

-geom. PICCIN ha riferito non esservi stata alcuna valutazione, tra Uffici e Assessore (min. 14’ 45” e ss.; 20’ 35” e ss. e anche 25’ 40”);

-l’ing. Del Zotto, anche per non aver sottomano le tabelle dei vari conti, non è riuscito a spiegare la discrasia tra quanto previsto e quanto riconosciuto con la lettera dd. 4 marzo; con ciò ha confermato la preoccupazione della Commissione (min. 22’ 30” e ss.), ponendo in ulteriore luce la necessità di una riflessione al riguardo; ha inoltre aggiunto che l’eventuale accesso al Quinto Conto Energia, oltre a garantire minori benefici economici, non consente lo scambio sul posto con altri centri di consumo diversi da quello in cui è collocato l’impianto (cd. scambio sul posto altrove); non faceva, in definitiva, alcun cenno alle opinioni espresse il 2 novembre (all. 22) con la quale aveva assicurato la sostenibilità finanziaria del progetto e si dimostrava sicuro del risultato;

-IL SINDACO ONGARO (MIN. 24’ 10” E SS.) ASSERIVA DI NON CONOSCERE IL CONTENUTO DI QUELLA LETTERA (DEL GSE);

-l’assessore Gardonio non ha recato alcun ausilio, non essendosi presentato.

 

La circostanza emerge in tutta la sua gravità, poichè esiste al riguardo una interrogazione presentata dal Consigliere Fenos (PD), primo firmatario, in data 21 febbraio 2013 prot. 3945, discussa alla seduta dell’11 aprile 2013 (all. 32); qui l’Assessore Gardonio assicura che con ogni probabilità si otterranno i benefici del Quarto Conto, “ … la sostenibilità quindi della palestra c’è … c’è anche nel caso in cui si passi al quinto conto …”

Appare evidente e provato che nessuna riflessione è stata fatta in ordine alla lettera del 4 marzo appena ricevuta con la quale il GSE riconosceva un incentivo minore di quello preventivato, nè ci si preoccupa del diverso regime che caratterizza il Quinto Conto Energia in tema di “scambio altrove” non consentito in questo provvedimento, il quale potrebbe avrebbe impatti non irrilevanti sul piano finanziario che regge l’opera. Detta comunicazione, come confermato in audizione dalla Responsabile dell’Area Finanziaria, non risulta essere stata lei trasmessa.

Il 14 maggio, in ogni caso, vengono allacciati alla rete anche i due impianti fotovoltaici collocati sulle falde della palestra, avviandosi le pratiche al GSE per acquisire i benefici.

In questo periodo, come ha affermato il progettista Del Zotto (min 18’ 05” e ss.), gli incentivi del Quarto Conto Energia si sarebbero potuti ottenere ove, entro il 30 giugno si fosse dimostrato che la Pubblica Amministrazione aveva dovuto subire ritardi per acquisire una VIA.

Sempre secondo l’ing. Del Zotto, in quel periodo sarebbe stata convocata la Commissione Paesaggistica, in modo da ottenere un parere “assimilabile” alla VIA. Senonchè, alla seduta, l’arch. NICOLO’, dipendente del Comune, sempre come riferito dall’ing. Del Zotto, avrebbe abbandonato i lavori essendo dell’opinione che il parere non si poteva rilasciare; dello stesso avviso anche il Presidente della Commissione Paesaggistica che aveva esternato perplessità sul fatto che il Comune potesse rilasciarsi un parere per proprie opere.

 

Ad ogni modo -continuava il progettista- non se ne fece nulla e probabilmente il Comune per giustificare il ritardo spedì gli esiti dei sopralluoghi della Sovraintendenza avvenuti durante gli scavi di 6 mesi prima.

 

Tali notizie non erano state citate dal geom. Piccin.

 

Il 24 giugno 2013 veniva discussa altra interrogazione sulla palestra (n° 10311 depositata il 29 maggio 2013, all. 33): questa volta il primo firmatario era il Consigliere Mazzacani (Lista Scegliere Insieme), il quale chiedeva di sapere quando era prevista l’ultimazione dell’opera, quali fossero le differenze tra i benefici del Quarto o del Quinto Conto Energia, se il ritardo possa comprometterne il piano finanziario, quando è in scadenza la prima rata del mutuo.

L’assessore Gardonio rispondeva attribuendo la colpa, quanto al primo quesito, al patto di stabilità che impediva il pagamento alle ditte, le quali per tale motivo non lavoravano; sul secondo asseriva che non avendo ancora risposte dal GSE (invece una prima risposta era stata data, ndr) non erano state fatte previsioni, per cui era consigliabile attenderne la risposta definitiva; in merito alla prima rata del mutuo, si rendeva noto che essa scadeva il 30 giugno.

E’ confermato, quindi, come la parte politica non avesse eseguito alcuna proiezione anche alla luce dei primi dati pervenuti dal GSE (senza quindi preoccuparsi dei possibili risvolti negativi, soprattutto con il Quinto Conto Energia).

Inoltre, l’Assessore Gardonio, pur in quel periodo tranquillizzando l’opinione pubblica sul fatto che il progetto era comunque sostenibile anche col Quinto Conto Energia (v. all. 34, articolo apparso sul Messaggero Veneto) non conosceva o taceva al Consiglio Comunale due accadimenti rilevanti. Il primo di questi era non tanto la intitolazione della delibera n° 68 del 6 giugno 2013, assenti anche questa volta 3 assessori su 7, quanto il suo significato; qui la Giunta Comunale approvava un progetto preliminare per un intervento di completamento dell’impianto sportivo di Villa d’Arco con autorizzazione al Sindaco a presentare domanda di finanziamento (all. 35). Nel titolo e nelle premesse della delibera, al suo interno e nei relativi allegati, stava scritto chiaramente che erano necessarie opere di completamento della palestra, per dotarla di impianto di riscaldamento, di cappotto e di una pavimentazione adeguata (o forse sarebbe meglio dire idonea) alla pratica sportiva; vedasi in particolare, i relativi passaggi nella allegata Relazione Tecnica, pag. 2, punto 3).

L’assessore però usciva sui giornali (all. 36) sostenendo che vi era stato un errore di battitura del funzionario: al posto di “completamento” doveva scriversi e leggersi “miglioramento”. L’assunto è altamente opinabile, non tanto perchè la delibera poi non fu mai corretta, quanto perchè il completamento dell’opera per renderla fruibile anche in inverno fu, in seguito, oggetto di opportuno inserimento nel bilancio previsionale (di cui si dirà tra poco).

Il secondo fatto (taciuto o, peggio, non conosciuto) era che di lì a tre giorni dal Consiglio del 24 giugno, il RUP con provvedimento dd. 27 giugno 2013 provvedeva a sospendere i lavori nel cantiere (all. 37).

Ritiene inutile la Commissione intrattenersi sugli effetti dirompenti di tale decisione (che di fatto ritardava ulteriormente la consegna dell’opera, liberando l’impresa appaltatrice dalla penale giornaliera fissata nel contratto d’appalto in € 300 per ogni giorno di ritardo); molto più importante è invece concentrarsi sui due motivi che hanno determinato la stazione appaltante attraverso il suo RUP/Direttore dei Lavori:

 

a)  “ … l’Amministrazione non ha ancora definito la tipologia della pavimentazione sportiva in base alle attività sportive che si andranno a svolgere …”

b)  “ … questa Direzione Lavori deve verificare alcuni aspetti tecnici ed economici del progetto, da qui la necessità della redazione di una perizia suppletiva e di variante …”

 

V’è da osservare come di tutte queste evidenti quanto importanti notizie riguardanti la costruzione della palestra, mai Sindaco o Assessore hanno riferito all’Assemblea, pur il Presidente del Consiglio concedendo facoltà -come per tutte le altre notizie rilevanti per la comunità- di dare comunicazioni ai Consiglieri Comunali all’inizio della seduta.

La Commissione ha voluto e voleva ovviamente approfondire i due argomenti che hanno causato la sospensione del cantiere, sfruttando le audizioni dei tecnici e dei politici. Con particolare riguardo alla prima delle due motivazioni, posto che il lavoro dell’organo di controllo si sta svolgendo a tre mesi dalla sospensione e non risulta che l’Amministrazione abbia effettuato ancora questa scelta, revocando il provvedimento sospensivo e riavviando il cantiere.

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Ascoltato in merito, il geom. PICCIN (min. 26’ 55” e ss.) asseriva che le associazioni avevano segnalato come il pavimento scelto non fosse affatto idoneo alla pratica sportiva, posto che comportava un rischio elevato di infortuni; continuava segnalando che Uffici ed Assessore dovevano riunirsi con tutte le associazioni per scegliere assieme a loro la pavimentazione più idonea; ciò comportava, in attesa della scelta, anche il blocco dei lavori di posa della caldana, la cui quota ovviamente dipendeva dal materiale scelto. La Commissione non ha prova di questi incontri che comunque sarebbero già in ritardo di tre mesi dalla sospensione dei lavori, determinando un sicuro danno per il Comune.

 

 L’ing. Del Zotto, invece, forniva una versione leggermente diversa (min 4’ 45” e ss.), sostenendo che la questione era già sorta in sede di progettazione, ove era stata richiesta una “campata” in più rispetto al palazzetto di Cittadella; con campate, per altro, a Villa d’Arco già più larghe di 30 cm ognuna. Gli era stato riferito che le associazioni volevano un pavimento galleggiante in legno, ma tutte queste richieste  aumentavano a dismisura i costi, cozzando contro il tetto di spesa fissato in un milione e con la conseguente procedura negoziata, indispensabili per allacciare gli impianti entro il 31 dicembre 2012. Si scelse quindi di dotare la palestra di un pavimento più povero, dai costi minori esposti nei conti economici solo nel progetto definitivo (e non nel preliminare). Terminava segnalando che nel progetto definitivo ci sono i progetti per gli impianti e per il pavimento, ma queste voci nel computo metrico sono barrate come “non previste” perchè non ci si stava dentro coi soldi.

 

Il sindaco non forniva alcun ausilio, poichè risultava addirittura non sapere della sospensione dei lavori. Egli ribadiva di conoscere solo alcuni problemi relativi ai calcoli (min. 10’ 30” e ss.) e di essersi sincerato che i lavori non ne venissero pregiudicati. Avendone ricevuto rassicurazione, non interveniva più. Chiesto di indicare se è a conoscenza di altre problematiche, rispondeva che quello dei calcoli era l’unico intoppo a lui noto (min. 13’ 01 e ss.). Insisteva nel dire che aveva più volte ribadito che la palestra doveva costare quello che si era previsto, non un euro di più (min. 14’ 50 “ e ss.). Incalzato sulla problematica del pavimento inizialmente previsto ma poi giudicato inidoneo, il primo cittadino rispondeva che se il pavimento era stato progettato in un modo, andava realizzato in quel modo senza oneri aggiuntivi.

 

Passando alla seconda serie di motivi che hanno determinato la sospensione dei lavori, il geom. Piccin ha detto che “cammin facendo” lui e l’Assessore Gardonio hanno “scoperto un mucchio di cose” (min. 53’ 20”). A titolo di esempio, il RUP indicava la necessità di collocare una guaina tra copertura e pannelli fotovoltaici dal costo di 55 mila euro non previsti in progetto (min. 1h 07’ 50”); vi erano costi maggiori da sostenere per la struttura (min. 46’ 50” e ss.) appurati in aprile 2013; anche la progettazione dei serramenti sarebbe carente, visto che non era previsto il cappotto su cui gli stessi andavano ovviamente dimensionati.

 

DI QUESTO “MUCCHIO DI COSE” SCOPERTE, PAR DI POTER DIRE CHE NESSUNO È STATO NOTIZIATO  (CONSIGLIO COMUNALE, GIUNTA, SINDACO E/O COLLEGHI DI GIUNTA, AREA FINANZIARIA).

 

La Commissione ritiene che oramai “il nodo era venuto al pettine”; ossia, che arrivati allo stadio di posa della pavimentazione, dovendo implementare la spesa per collocare un piano di gioco fruibile e idoneo alla pratica sportiva, l’Amministrazione doveva rinvenirne la copertura contabile.

Idem, per i serramenti: dovendo dimensionarli in base al cappotto, occorreva trovare i fondi per collocare il tamponamento e poi procedere con la posa dei serramenti.

Non essendoci risorse a disposizione, dapprima la Giunta approvava un progetto preliminare dedicato allo scopo (lo si è già visto sub 35), chiedendo un finanziamento sovracomunale. Lo definiva “miglioramento” quando invece si trattava di un completamento.

Successivamente, inseriva nel bilancio previsionale approvato il 10 agosto 2013 -comparto Lavori Pubblici- la scheda n° 8, che era intitolata genericamente “Lavori di Completamento generale del Complesso Sportivo G. Grizzo in località Villa d’Arco”; scendendo nel suo dettaglio, però, l’intervento era posto chiaramente a completamento della palestra con ciò che le mancava per poter essere funzionale, tra cui: realizzazione di cappotto esterno per € 80.750, posa di pavimentazione sportiva in legno per € 134.000, installazione di apparecchiature per il condizionamento dell’aria per € 60.000  (all. 38).

Ricordasi come nel progetto definitivo queste opere per l’appunto mancavano o erano contenute nel costo di € 66mila ivati e come nel preliminare la collocazione dell’impianto di condizionamento (riscaldamento) fosse indicato in soli € 18.000.

Sulla estrema difficoltà di trovare la copertura economica per realizzare questi interventi che, mancanti, bloccheranno la palestra da qui a tempo indeterminato, si parlerà in sede di commento all’audizione della d.ssa Lovato, Capo Area del Servizio Finanziario.

A fine luglio, giunge preoccupante una dichiarazione dell’ing. Borean (colui il quale ha rielaborato in dicembre i calcoli strutturali inizialmente bocciati dall’Ufficio Regionale). Il  professionista, su richiesta di ELIOSCASA SRL certifica che “ … non sono stati eseguiti i getti di solidarizzazione e di completamento tra le piastre di base dei pilastri e dei tiranti e le fondazioni. Ad oggi il collegamento tra la struttura e la fondazione è data dai soli tirafondi e pertanto non è stabile(all. 39)”.

Il primo agosto 2013 con prot. 14033, il GSE comunica la risposta in ordine ai due impianti collocati sulle falde della palestra, allacciati il 14 maggio (all. 40). Purtroppo non è positiva, in quanto “ … la vostra richiesta di concessione della tariffa incentivante di cui all’oggetto pervenutaci … è risultata incompleta e/o difforme … Vi invitiamo quindi  ad integrare la documentazione già inviata in base alle indicazioni riportate nell’allegato 1 alla presente lettera …”.

L’allegato 1 stabilisce che “ … l’impianto entrato in esercizio il 14 maggio 2013 deve essere debitamente autorizzato e sottoposto alla procedura di VIA di cui al d.lgs, 3 aprile 2006, n° 152 … Occorre allegare alla richiesta di concessione delle tariffe incentivanti la copia della procedura e la cui verifica di assoggettabilità dell’impianto alla VIA non abbia dato esito negativo …”

Alla Commissione non risulta espletato il citato invio, ma il geom. Piccin (per conoscenza l’assessore Gardonio) scrive all’Ufficio del GSE sostenendo che l’opera non è soggetta a VIA, ma ha avuto il parere favorevole della Sopraintendenza ai Beni Culturali ed Architettonici di Udine. La dott.ssa Tilli risponde segnalando che la questione è al vaglio dell’ufficio legale (all. 41). Non se ne ha ancora l’esito.

Con e-mail dd. 2 agosto 2013 (all. 42), il Direttore dei Lavori geom. Piccin segnalava a tutti i professionisti interessati dal progetto che, in seguito alla missiva dell’ing. Borean ed in esito ad un proprio sopralluogo, erano state rilevate viti di ancoraggio delle travi portanti in legno del diametro di mm 6, anzichè di 11 come nei disegni dei C.A. dell’ing. Borean. Chiedeva di intervenire e controllare, trattandosi di “ … una struttura pubblica ….”.

 

Dopo pochi giorni, a mezzo raccomandata prot. 14209 dd. 5 agosto 2013 (all. 43), il Direttore dei Lavori contestava all’ing. Del Zotto carenze ed errori progettuali, quali:

-incompletezza della progettazione strutturale bocciata dall’Ufficio Regionale;

-insufficienti informazioni al RUP circa l’iter amministrativo e obblighi normativi inerenti pareri preventivi al progetto, in particolare quelli di competenza dei Vigili del Fuoco;

-omessa previsione nel progetto definitivo dell’impianto di riscaldamento, del cappotto isolante, dei materiali di resistenza, al fuoco necessari per la posa dell’impianto fotovoltaico;

-previsione alla voce B) del quadro economico di una voce generica per pavimentazione sportiva senza allegare uno specifico preventivo di spesa.

Concludeva il Direttore dei Lavori segnalando che quanto sopra comporterà per l’Amministrazione una spesa ulteriore “ … di circa 300mila euro”.

Come si è già visto, in sede di audizione il progettista respingeva ogni addebito, adducendo le sue ragioni già esposte nella prima parte di questa relazione.

 

palestra autoreggente

Il Sindaco, sentito sul punto affermava di non conoscere la lettera nè il suo contenuto; continuava col dire che non se ne era mai parlato. A precisa domanda formulata dal Presidente della Commissione (Ma ne avete discusso in Giunta circa il fatto che la palestra adesso costa un milione e 6, cioè 300mila euro in più?), il Primo Cittadino rispondeva testualmente (min. 17’ 55” e ss.): “Che costa un milione e sei io posso dire che lo apprendo in questo momento qui”.

 

Il mese di agosto vede la nascita di un ulteriore problema: le ditte Elioscasa Srl e Friulmarket Due srl rendono partecipe l’Amministrazione del fatto che l’impresa ZANINI non le ha compiutamente onorate dei pagamenti loro spettanti pur avendo da tempo ultimato i lavori affidati. Nel domandare di bloccare ogni pagamento a favore dell’appaltatore, segnalano che in violazione alla legge sugli appalti pubblici non sono mai stati segnalati come subappaltatori alla stazione appaltante, nè è mai stato depositato il relativo contratto di subappalto ex art. 118; ciò ovviamente può comportare molteplici sanzioni previste proprio dalla legge 163/2006 (all. 44).

L’impasse trova risposta negli atti a firma del RUP/Direttore dei Lavori, il quale con due prese d’atto nella sua duplice veste (all. 45), ritiene non esservi subappalto e quindi che alcuna norma pare infranta.

La ditta Zanini provvede comunque a depositare contratto di subbappalto (all. 46).

A questo punto, priva di ogni documentazione al riguardo, la Commissione decideva di convocare il Coordinatore della Sicurezza, geom. Stefano Bot, domandandosi se in cantiere fossero stati svolti lavori da persone estranee all’appalto, se se ne fosse accorto e se erano state in qualche modo autorizzate. Il Geom Bot recava con sè copiosa documentazione (trasmessa agli Uffici ma non contenuta nel fascicolo) attestante i controlli puntuali da lui effettuati e, in merito alla presenza di lavoratori estranei all’appaltatore, esibiva comunicazione del geom. Piccin risalente al marzo 2013 che autorizzava i dipendenti Elioscasa e Friulmarket ad entrare in cantiere per prestarvi attività lavorativa.

 

A fine settembre, nel mentre si svolgevano i lavori della Commissione, la Giunta Comunale licenziava due delibere in argomento.

 

Con la n° 117 del 27 settembre 2013, assenti tutti gli assessori del PDL (Raffin, De Benedet e Bottecchia) si approvava il progetto esecutivo relativo al completamento locali e sistemazione area esterna dell’impianto sportivo di Villa d’Arco (all. 47).

La Commissione verificava che gli interventi riguardavano un progetto su cui era già stata acceso un mutuo per 370.000 nel dicembre del 2012 ed effettivamente concernevano opere di sistemazione complessiva dell’area sportiva di Villa d’Arco, ora arricchita dalla palestra.

Vi rinveniva però costi ulteriori richiesti dal palazzetto: si fa qui riferimento agli elaborati grafici allegati (punto 2, TAV PA 01; pag. 4 relazione illustrativa), nei quali si esponeva la necessità di realizzare un layer di separazione tra pannello fotovoltaico e manto di copertura delle tribune. La posa richiede la rimozione e la ricollocazione dei pannelli (già funzionanti ed allacciati, quindi con fermo della produzione elettrica) per inserimento di questa guaina; il costo stimato è pari a € 76,50 al mq che, moltiplicato per i metri della copertura, conduce ad una spesa di € 20.000 circa. Da segnalare che simile guaina manca anche sulla copertura della palestra ed il RUP assume di avervi già provveduto per € 55.000 con perizia suppletiva in corso di preparazione.

Sempre all’interno di questa delibera, la Commissione ha accertato che vi sono ulteriori oneri per la recinzione del plesso e per opere necessarie per accedervi, stimati in circa 20.000 euro.

 

Con delibera n° 118, sempre del 27 settembre 2013 (all. 48) e sempre assenti gli assessori del PDL, la Giunta Comunale approva una domanda diretta alla Provincia ed avente ad oggetto la devoluzione di un contributo assegnato; nella sostanza, si chiede di dirottare alcuni investimenti sull’acquisto di attrezzatura sportiva presso la palestra.

La Commissione, a tal proposito, non può non rilevare come la sola attrezzatura sportiva oggi valutata 85.000 (ancora con l’aliquota IVA del 21%), nel quadro B dei vari progetti preliminari e definitivi era invece valutata in 66.000 euro ivati, compresa in detta somma anche la fornitura e posa della pavimentazione (ma solo nel progetto definitivo).

La decisione sconta anche il parere negativo dell’Ufficio Ragioneria, a dire del quale “ … manca la copertura finanziaria di € 55.000 (differenza tra contributo e spesa complessiva)”.

     Da ultimo, leggesi per la prima volta una ipotesi di consegna dell’opera e una ammissione circa la deficitaria situazione delle attrezzature fisse e mobili (che dovevano essere coperte col quadro B: “ … Premesso che … la struttura una volta ultimata, previsione maggio 2014, patto di stabilità permettendo, è priva delle attrezzature sportive fisse e mobili per praticare le attività sopramenzionate …(dalla relazione illustrativa e preventivo sommario di spesa) …”.

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 RACCOMANDAZIONI

 

Prima di giungere alle conclusioni, la Commissione vuol segnalare alcune criticità emerse, talune urgenti, richiamando la Giunta Comunale a provvedervi quanto prima, previa analisi e pronta risoluzione delle stesse. Con preghiera poi di darne comunicazione tempestiva a tutto il Consiglio.

Si fa qui riferimento, innanzitutto, alle “ … precarie condizioni statiche …” della struttura, segnalate dall’ing. Borean (all. 39) e prospettate poche settimane fa pure dalle ditte Elioscasa e Friulmarket (all. 44). Non solo: desta preoccupazione anche la missiva con cui il RUP/Direttore dei Lavori constata la presenza di viti di ancoraggio delle travi portanti in legno del diametro di mm 6 anzichè 11 (all. 42); trattasi di un dimensionamento inferiore di quasi la metà. In sede di redazione della presente relazione, nel fascicolo non vi era traccia di alcun certificato di collaudo statico a firma del tecnico collaudatore e della relazione sull’ultimazione delle strutture debitamente sottoscritta..

Come si spera di aver chiarito, l’ottenimento dei Quarto o del Quinto Conto Energia, lungi dall’essere poco rilevante, comporta invece delle conseguenze impattanti sulla spesa complessiva della palestra e sulle eventuali coperture da rinvenire in bilancio: il Quinto Conto Energia, difatti, ha incentivi minori e impossibilità di attivare lo “scambio altrove”, motivo per cui potrebbe disarticolare l’equilibrio finanziario. Ma neanche l’obiettivo del Quarto Conto offre -allo stato- tranquillità: la lettera GSE del 4 marzo 2013 (all. 31) riconosce un incentivo inferiore del 24 % a ciò che si era previsto, motivo per cui se lo stesso meccanismo viene applicato anche ai due impianti di 92 kw ciascuno, ne deriva uno scostamento destabilizzante all’equilibrio rata mutuo/entrate per produzione energia. Si prega al riguardo, di sollecitare l’Istituto a fornire la risposta definitiva e, contestualmente, a redigere le proiezioni utili per le riflessioni del caso.

 

Con la lettera del 5 agosto 2013, si metteva in mora il progettista: al fine di prevenire antipatiche ed onerose controversie giudiziali, è il caso di chiarire con estrema urgenza quali tra le contestazioni lui mosse e le difese da questi addotte siano fondate; inoltre, va chiarito se la collocazione delle guaine tra i pannelli fotovoltaici e la copertura (per un totale di spesa pari a circa 75.000 euro) siano addebitabili -o meno- a carenze progettuali.

 

Anche con la ditta Zanini si rinvengono problematiche urgenti: alla luce della penale prevista in contratto (300 euro per ogni giorno di ritardo) va chiarito se la ditta è inadempiente, posto che si era obbligata ad allacciare gli impianti entro il 31 dicembre e consegnare l’opera entro 180 giorni dalla presa di possesso del cantiere. Nè può sottacersi la gravità delle affermazioni rese dall’ing. Del Zotto, secondo cui la bocciatura presso l’ufficio Regionale dei calcoli strutturali è riferibile ad un progetto esecutivo che non era stato debitamente presentato e che spettava all’appaltatore (la sola penale per il blocco del cantiere durato 16 giorni sarebbe di 4.800 euro). Sempre in relazione al progetto esecutivo, emerge dalla contabilità di cantiere (v. audizione Bot) che vi sono diversità di quota rispetto al posizionamento delle fondazioni, nonché l’assenza del vuoto sanitario nella zona servizi.

 

Anche la diatriba sulla corretta interpretazione dell’art. 118 l. 163/2006 in tema di subappalto, non è di certo rimessa alle competenza della scrivente Commissione; pertanto, quantomai opportuna appare la soluzione definitiva del contrasto tra le ditte, anche alla luce delle sanzioni previste per le violazioni alla citata normativa. A tal proposito è opportuno segnalare come nel caso di procedura negoziata il tetto si abbassi (ex art. 122) al 20%.

 

Si è visto, inoltre, come la proceduta negoziata abbia avuto come oggetto un intervento non completo, che pare non rispettoso dei requisiti e dei limiti previsti dall’artt. 57 e 122 l. 163/2006, soprattutto per ciò che riguarda il maggior tempo a disposizione concesso all’appaltatore. Anche al fine di evitare impugnazioni da parte di altre ditte (atteso che il termine del 31 dicembre non è stato comunque rispettato) è opportuno accertarsi che non vi siano irregolarità tali da esporre il Comune al rischio di pagare dei danni in un eventuale giudizio.

 

Sulla scorta di un tanto, tra procedure d’urgenza attivate (forse) in assenza di presupposti, costi “tirati” per restare nel limite del milione di euro, spese ulteriori necessarie per terminare l‘opera, divergenza tra progetto licenziato dal Consiglio Comunale e quello poi deciso dalla Giunta, blocco del cantiere, estrema difficoltà nel rinvenire risorse per eseguire gli interventi di completamento, appare opportuno -se non per ragioni di trasparenza- informare la Corte dei Conti.

Da ultimo, l’Organo di Controllo si permette di suggerire, non solo nel comparto dei Lavori Pubblici, la necessità di operare sempre una valutazione di mercato (ossia richiesta e ricezione di offerte), soprattutto nelle consulenze e/o prestazioni professionali esterne e anche se l’incarico diretto rispetta i limiti di spesa consentiti. In tema, è opportuno inoltre richiamare il governo comunale a sfruttare maggiormente le professionalità e le competenze affidate alle varie Posizioni Organizzative e, non ultimo del Segretario Generale, tenuto per legge e per contratto a prestare consulenza giuridica: si eviterebbero, in tal modo, onerose consulenze.

MAoRIO 1

CONCLUSIONI

In assenza totale di norme a supporto, la Commissione si è posta il problema di come concludere i propri lavori; scontato il fatto che non si tratta di Autorità competente ad emettere giudizi, men che meno di addebitare responsabilità, l’organo di controllo, quale diretta emanazione del Consiglio Comunale, vuol rimettere alla valutazione dell’Assemblea i seguenti spunti di riflessione e valutazione.

 

Secondo la documentazione analizzata e presente al fascicolo, la Palestra non costerà 1.300.000 euro, vista la lettera di messa in mora del progettista e le spese ivi indicate (al di là della responsabilità o meno di questi), confermate dalle richieste di intervento contenute nella delibera di Giunta n° 68/2013 (all. 35) e dalle voci inserite nel bilancio previsionale 2013 (all. 38). Difatti, serviranno altri 330.000 euro circa, tra costi strutturali e di finitura per renderla fruibile non solo d’estate (es. Impianto Termico, tamponamento e cappotto, pavimentazione, serramenti). In attesa della perizia di variante, poi, sono praticamente già stati acclarati i necessari importi per € 55.000 circa (guaina su pannelli palestra), 20.000 circa (guaina su pannelli tribuna), € 20.000 circa per sistemazione esterna. Il totale fa lievitare i costi dell’intervento ad € oltre 1.700.000 circa. L’operazione alla fine costerà circa il 30% in più di ciò che si era preventivato.

 

Come si è visto, l’obiettivo di agganciare i benefici del Quarto Conto Energia in tutta sicurezza non è stato raggiunto: ad oggi, vi è forte incertezza sulla sostenibilità economica del progetto originario di 1.300.000. In ogni caso, non è dato di sapere in che entità la prima annualità del mutuo contratto presso il Credito Sportivo (pari a 100mila euro) possa venir abbattuta o parzialmente compensata dai proventi dell’energia prodotta.

 

Si è visto come il progetto preliminare avesse previsto la realizzazione di una palestra “chiavi in mano”; al contrario, dopo poche settimane, costretti a tagliare interventi per rimanere sotto il milione di euro al fine di accedere alla procedura negoziata, la palestra diventava “di solo uso estivo” e con pavimentazione inadeguata. La circostanza richiede ora un completamento con dotazione di cappotto, impianto di riscaldamento e pavimentazione (ed altro) con costi complessivi di oltre 400.000 euro, superiori come detto al 30 % di quelli prefissi.

 

La dott.ssa Lovato ha spiegato come, nell’autunno del 2012, in base alle notizie ed alle anticipazioni circolanti tra gli Uffici finanziari dei vari Comuni e tra questi e quelli Regionali (anche in esito a riunioni di settore), si sapeva che sarebbe stata approvata una serie di norme (riassumibili nel concetto di “patto di stabilità”) poi effettivamente entrate in vigore nel dicembre del 2012. Queste norme avrebbero reso già difficile il pagamento delle spese correnti, pur avendo a disposizione le somme. Inoltre, era prevedibile che il Comune di Cordenons, virtuosamente destinatario negli anni precedenti di finanziamenti per progetti ed opere, avesse paradossalmente una “asticella” più alta da superare. Richiesta sul punto, la dott.ssa Lovato rafforzava l’opinione della Commissione, secondo cui era necessario in quel momento adottare un comportamento prudente, non tanto su progetti già appaltati e sui quali si aveva già a disposizione l’importo soggetto a mutuo, quanto su successive opere, a quel punto difficilmente finanziabili.

La responsabile dell’Area Finanziaria, difatti, ha spiegato che il cd. “patto di stabilità” è stato preceduto da una simulazione, adottando -seppur in via virtuale- i criteri del saldo di competenza mista già nel 2012. Affermava che a settembre-ottobre 2012, l’introduzione dei vincoli di bilancio e di spesa potevano dirsi prevedibile, compresa la definitiva adozione del saldo di cui si è detto.

Alla luce di un tanto, appare evidente che la decisione di realizzare una palestra “per solo uso estivo” e rinviarne il completamento al 2013 per altro con somme aggiuntive di oltre il 30% rispetto al conto economico di partenza, significava correre un rischio enorme. Rischio che oggi, purtroppo, si è oramai concretizzato, posto che la palestra, a meno di provvide e consistenti contribuzioni sovracomunali (allo stato da escludere con ragionevole probabilità), non potrà completarsi, stante la realistica impossibilità di trovare le coperture per gli interventi.

 

La Commissione si è interrogata su chi ha deciso di correre questo rischio e gira il quesito all’Assemblea di cui è diretta emanazione. L’uso “solo estivo” della costruenda palestra è un dato scritto a chiare lettere nel progetto definitivo e la pratica impossibilità di proseguire i lavori perchè non vi sono –nè vi saranno a breve- fondi per dotarla di riscaldamento, cappotto e pavimentazione adeguata ne sono una evidente riprova. Sul punto appare stonato l’intervento dell’Assessore Gardonio teso a negare quella che si può definire invece l’evidenza: “ Vorrei precisare che i criteri progettuali e costruttivi prevedono l’usufruibilità dell’opera anche nel periodo invernale, stante i materiali utilizzati …”  riferisce il Responsabile dei Lavori Pubblici della Giunta nel comunicato stampa del 25 settembre 2013 (all. 49); la nota stride con quanto esposto nel progetto definitivo e poi esecutivo approvato dallo stesso Assessore e da (parte de)lla Giunta; per esempio, a pag. 17 della relazione illustrativa, tav. D1 (all. 11) si legge: “  … l’impianto a servizio del locale, una volta che sarà del tutto completato, sarà costituito da n° 1 generatore d’aria calda a sezioni componibili .. questa macchina sarà installata sulla copertura del tunnel e attualmente è prevista per un completamento successivo, pertanto temporaneamente l’edificio è da considerarsi con uso stagionale estivo …”.

 

     Altra seria riflessione dovrà esser condotta dal governo comunale sul rapporto fiduciario che lega o dovrebbe legare i suoi componenti, compresi i consiglieri comunali che lo sostengono. Come si è visto, il Consiglio Comunale è stato chiamato ad approvare il 12 luglio 2012 un progetto “chiavi in mano” e fu convinto, perchè gli era stata promessa un’opera funzionale e completa di un certo costo. Dopo 4 settimane, invece, il progetto si trasformava ed andava a realizzare una palestra fruibile in un periodo in cui l’attività sportiva non si pratica. Con l’idea di andare al completamento in un successivo momento. Questo intento è dimostrato per il primo aspetto dalle delibere di Giunta che approvano un progetto monco (Delibere di Giunta n° 140 del 20 agosto 2012 all.14; n° 183 del 7 novembre 2012, all. 24); per il secondo, da quelle iniziative che cercano di finanziare il completamento dell’opera (Delibera di Giunta n° 68 del 6 giugno 2013 con richiesta di contribuzione, all. 35; inserimento nel bilancio previsione degli interventi di completamento, all. 38).

Ci si chiede pertanto se di questa decisione (e di questo rischio) l’organo politico era parte oppure no, perchè delle due l’una (e non si sa quale più grave): o non si era a conoscenza dell’approvazione di una palestra di “solo uso estivo” con scarsissima possibilità di completarla in un successivo momento (tale atteggiamento presuppone  una votazione su progetti nemmeno letti, una programmazione amministrativa inesistente ed nessun controllo sull’attività degli Uffici che allora decidono loro dove e come fare le opere); oppure, si è taciuto ai colleghi di Giunta e di Consiglio circa il fatto che la Palestra nasceva incompleta e probabilmente rimarrà in questo stato per parecchio tempo, con problemi vari di varia natura, con verosimile sviluppo di future controversie tra imprese, tra Comune e appaltatore, tra Comune e progettista.

 

Ambedue le prospettive (che sottintendono una pronta e completa comunicazione) aprono un ulteriore tema di riflessione: se il Consiglio Comunale fosse stato informato per tempo del fatto che il progetto da completo diventava parziale e necessario di completamento con altre risorse da rinvenire l’anno successivo, forse si sarebbe potuto esprimere diversamente e prendere decisioni alternative, come ad esempio:

-completare la palestra in costruzione dietro il Centro Culturale, in luogo della costruzione di una nuova;

-oppure mantenere il progetto e scegliere di non percorrere una procedura accelerata, ma procedere con quella ordinaria: in questa ipotesi poteva profilarsi la messa in gara di una palestra completa dal costo di circa 1.500.000/1.700.000 e ottenere il medesimo costo inizialmente previsto per questa palestra attraverso i ribassi d’asta (che come noto possono arrivare anche al 20/30%).

In sostanza, queste mancate informazioni, taciute o non conosciute, hanno privato l’assemblea civica proprio della prerogativa più importante: quella di “consigliarsi”, evitando l’ impasse in cui oggi si dibatte la costruenda palestra di Villa d’Arco.

 

Pulcinella

COMMIATO

La Commissione intende ringraziare in particolare gli Uffici dell’Area Tecnica, dell’Area Finanziaria, nonchè la Segreteria del Sindaco per il prezioso ausilio prestato, i tecnici, i dipendenti ed il Sindaco per aver voluto partecipare alle audizioni, acconsentendo alle registrazioni, utili per meglio ricostruire i fatti. Dispiace che l’assessore ai LL.PP Valter Gardonio non abbia voluto offrire all’organo di controllo la propria versione: il fatto che la Commissione Speciale fosse composta da Consiglieri Comunali che rappresentano l’intera comunità verso la quale egli comunque deve rispondere, avrebbe dovuto condurlo a diversa decisione. Di un tanto, ci si rammarica.

Cordenons, lì 7 ottobre 2013.

 

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