STATO DI CALAMITA’

Uragano 4

Al Presidente della Regione FVG, Debora Serracchiani

Noi, cittadini di Cordenons, chiediamo che venga riconosciuto alla nostra città lo “stato di calamità” a seguito dei noti e tragici eventi che hanno funestato la nostra comunità. Il primo evento drammatico si è verificato oltre due anni fa, con l’arrivo dell’Ongarano (affettuosamente chiamato “Mario”) che ben presto ha provocato notevoli danni all’intera città. Man mano che esauriva la sua potenza distruttiva, l’Ongarano “Mario” ha dato origine a 7 ongarani di modeste dimensioni:

l’ongarano “Cesare” caratterizzato da repentini cambi di direzione e da limitata potenza. Minaccia continuamente sconquassi che però non riesce mai a realizzare, rivelandosi, alla fine, un lieve venticello autunnale. Da tempo soffia inutilmente dalle parti del Palazzetto dello sport, senza riuscire a modificare alcunché;

l’ongarano “Katya”, niente a che vedere con il quasi omonimo “Katryna”. Di potenza infinitesimale, soffia di rado senza lasciare traccia alcuna. La sua presenza non viene rilevata neppure con l’anemometro;

l’ongarano “Pasqualino”, di media potenza, tende a soffiare ai confini della città, negli ampi spazi dei Magredi, soffermandosi in aree inquinate da materiali vari. Ha dispiegato la sua potenza in ambiente magredile riuscendo a distruggere l’ecomuseo, in combutta con il tornado “Anna”;

l’ongarano “Fandonio”, di potenza nulla, chiamato così per le numerose e clamorose soffiate alla stampa. Spira dalle parti di Villa d’Arco, creando non pochi problemi agli allacciamenti di quella zona. Ultimamente è stato segnalato in discarica dove, però, non ha provocato grossi danni. La sua potenza molto limitata è riuscita solo a far rotolare alcune palle da golf;

l’ongarano “Bombe” che ben presto ha preso a soffiare in direzione contraria, provocando danni seri in zona Palazzo comunale e limitando fortemente la già debole potenza dell’Ongarano “Mario”;

L’ongarano “Stefy” che soffiava preferibilmente nei parchi pubblici, provocando lievi danni alla vegetazione. Recentemente si è ridotto a regime di brezza, dissolvendosi in Altra Regione;

infine l’ongarano “Augusto”, che proviene da sud-ovest a dispetto dei venti nostrani. Si è stabilizzato lungo il 30° parallelo, nonostante tenda a dirigersi verso il 31°.

E se non bastassero le devastazioni provocate dagli ongarani, si aggiungono ad esse, ahimè, i fastidi  provocati da trombe d’aria, trombette e tromboni che soffiano all’interno del Palazzo comunale. Ma si tratta di spifferi, brezzoline, zefiri, venticelli che provocano al massimo qualche dolore reumatico. Non costituiscono un vero pericolo. Per neutralizzarli, è sufficiente chiudere bene le imposte.

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