STORIA DI ALPINI E PROMESSE DA MARINAIO – FIABA PER GRANDI E PICCINI

C’era una volta, tanto e tanto tempo fa,  l’Amministrazione  Mucignat che, con Delibera Consiliare n. 54 del 23 marzo 2011 (assente Vampa), approvò  il progetto di costruzione della sede degli Alpini  “a loro spese”, su suolo pubblico, concesso il diritto di superficie ma A TITOLO ONEROSO, da individuarsi con successiva convenzione.cappello alpino

A maggio del 2011 cambia l’Amministrazione  e si insediano Ongaro, Del Pup, De Benedet, Gardonio, Chi l’ha vista, Raffin, Pasqualini, Perotti…Bomben (per poco)

Il 6 luglio 2011 il Comune di Cordenons ed il Gruppo Alpini firmano la convenzione. Di tale Convenzione è da mettere in evidenza l’art. 4, primo comma, ove si stabilisce che la sede viene costruita  “a totali spese ed oneri dell’associazione”.

Il 27 ottobre 2011, il Consiglio Comunale di Cordenons viene chiamato ad approvare una mozione (di cui Vampa si dichiara il padre facendosi i complimenti per come l’ha scritta), la quale propone di garantire al Gruppo degli Alpini un contributo pari a 10mila euro l’anno per 4 anni (totale 40mila euro) in assistenza ai costi del mutuo necessario per la costruzione; le risorse si troverebbero ponendo il vincolo sull’avanzo di bilancio per i successivi 4 anni di esercizio.

La mozione consigliare, tecnicamente, non ha bisogno del parere di regolaritá degli Uffici Comunali e dei Dirigenti.

La proposta di delibera è platealmente illegittima e se fosse stato necessario dotarla dei pareri di cui sopra non si sarebbe potuta presentare. Ció  perchè:

1) non si possono destinare fondi pubblici per la costruzione di un’opera privata;

2) se passasse tale principio, anche tutte -diconsi tutte- le altre associazioni private sarebbero legittimate a chiedere un contributo per l’acquisto di una propria sede;
3) paradossalmente e conseguentemente, anche il singolo cittadino potrebbe allora chiedere al Comune di riservargli un’area pubblica al fine di realizzare la propria casa, ottenendo pure un contributo per sostenere i costi del mutuo;
4) non si possono destinare gli avanzi di bilancio a spese correnti, men che meno  a beneficio  di privati (art. 187 D.lgs 267/2000);

5) l’intervento finanziario pubblico sulla realizzazione di un’opera presuppone comunque che la costruzione della stessa sia rimessa ad una gara pubblica per individuare l’offerta piú conveniente.

Nonostante, l’accorato richiamo al rispetto delle regole da parte dell’opposizione, la mozione passa dopo che tutta la maggioranza consigliare si era dichiarata certa della sua legittimitá.

Il Gruppo degli Alpini, fidandosi, ahimé, di costoro, prende copia della delibera e si reca in Banca esibendo la decisione consigliare. La Banca eroga il mutuo nell’aprile del 2012 per totali 50 mila euro, avendo la sicurezza che di questi almeno 40mila sono coperti dal Comune di Cordenons: c’è una delibera al riguardo! A maggio 2012 sorgono i problemi. I 10 mila euro non si possono dare agli Alpini con l’avanzo di Bilancio (… ma che scoperta …) . Qui tra l’altro la spesa deve essere corredata dal parere di regolarità tecnica dei Dirigenti, che significa assunzione di responsabilità da parte di loro: difatti non la firmano.

Insomma, non si può fare, come aveva avvertito, inutilmente, l’opposizione.

Gli Alpini iniziano giustamente a preoccuparsi,  perché il mutuo è già stato erogato e speso per i costi di costruzione. Se viene a mancare il contributo comunale, del debito (dice la legge in tema di associazioni private) risponde il patrimonio dell’associazione stessa, ma anche il Presidente ed i soci personalmente.

Si cambia allora strategia. Si cerca di elargire il finanziamento attraverso il Regolamento che disciplina i contributi alle associazioni. Ma anche in questo caso non è possibile erogare alcun contributo, perché il Regolamento è applicabile solo per le associazioni culturali, sportive e per quelle che si occupano del sociale. Gli Alpini non rientrano in nessuna di queste categorie. Allora cosa fanno? Decidono di modificare il Regolamento!

Viene convocata la Commissione competente (la terza) per modificare il Regolamento ed allargare le tipologie di Associazioni che possono inoltrare domanda di contributo. All’articolo 3 viene aggiunto un ulteriore campo. Possono domandare il contributo anche le associazioni che svolgono “… altre attivitá”. Insomma un Regolamento “ad personam” o, meglio, “ad alpinum”.

Alla richiesta dell’opposizione di  specificare o di precisare i campi dei possibili interventi con danaro pubblico a favore delle associazioni, cioè di chiarire cosa si intende  per “…altre attività”, all’Assessore De Benedet scappa di dire: “ Se no, non sappiamo come dare i soldi agli Alpini”.
La convocazione e lo svolgimento della Commissione per “risolvere”  tale problema costa alle casse pubbliche circa 500 euro.

 Il 27 settembre 2012 arriva in consiglio la proposta di delibera con le modifiche al Regolamento. Passa col voto contrario dell’opposizione.

Il 5 ottobre 2012 (quindi dopo 6 giorni) gli Alpini presentano domanda di contributo straordinario alla luce del (nuovo) Regolamento, al fine di ottenere la prima rata di 10mila euro, come stabilito dalla Delibera del Consiglio Comunale di Cordenons n.104 del 27 ottobre 2011. Lo fanno, perché a metà ottobre 2012 scade la prima rata di mutuo pari a 6800 euro.

Ma  anche in questo caso, gli alpini non ricevono nulla, perché i solerti amministratori della maggioranza  NON  hanno saputo neppure modificare in modo efficace il Regolamento. Infatti, nonostante le modifiche “ad alpinum”, sia all’art. 15, che all’art. 23 (introdotto per disciplinare altrettanto genericamente i contributi alle associazioni che svolgono …”altre attività” …)  si parla di erogazione solo per  “progetti, iniziative, eventi, manifestazioni”. Assistere il mutuo di un’associazione per costruire la sede privata di quest’ultima  non sembra  rientrare tra i progetti finanziabili.

Allora ci provano in altro modo: tentano di erogare il contributo, profittando dell’Assestamento di bilancio, un’operazione contabile, cioè, che va approvata entro il mese di novembre, per accertare che i conti pubblici siano in ordine. Ma anche in questo caso la confusione  regna sovrana.Dapprima viene inserita in parte investimenti la voce “Erogazione Contributo Straordinario Associazione Alpini – € 10.000”. Poi la voce viene tolta, spostata in parte corrente, e denominata “Interventi straordinari per attività di interesse generale- € 20.000”. Gli Alpini sono costretti a ripresentare altra domanda (il 20 novembre 2012), chiedendo un contributo straordinario per 25.000 euro, non più per ammortamento del mutuo, ma per acquistare una cucina, stoviglie, piatti, bicchieri, tavolo riunioni, impianti anche telematici.

Morale della favola: Ongaro & C. hanno promesso un consistente contributo  agli Alpini a sostegno delle spese di costruzione della loro sede. Hanno consegnato all’Associazione (a loro insaputa) una delibera  chiaramente illegittima ed ineseguibile che però è stata utilizzata in Banca a garanzia del mutuo. Poi si è scoperto (!) che non era possibile erogare questi danari all’Associazione.

 Oggi è in atto una ricerca disperata del modo con cui rispettare la promessa.

Conclusione: il danaro pubblico non potrà sostenere i costi di costruzione, quindi la Banca chiederà agli Alpini di rientrare del prestito.

O pagheranno loro di tasca propria, oppure, si spera che la maggioranza metta mano al portafoglio per riparare a questi guasti.

GLI ALPINI HANNO UNA SOLA RESPONSABILITA’ IN QUESTA STORIA:

SI SONO FIDATI DI QUESTI

AMMINISTRATORI, CAPACI SOLO DI FARE PASTICCI E DI METTERE NEI GUAI I LORO INTERLOCUTORI.

 

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2 pensieri su “STORIA DI ALPINI E PROMESSE DA MARINAIO – FIABA PER GRANDI E PICCINI

  1. la regia del film che comico/fantascientifico di terza categoria che sarà’ girato sulla base della sceneggiatura, ovviamente di pura fantasia ( ovvio che scherzate quando raccontate tutto ciò) il comune la da direttamente a Danny Boyle immagino no?
    Tanto basta una nuova delibera per pagare i circa 5 mln di euro che Dboyle vorrà….

    Mi piace

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