Il libro del Maestro – Capitolo 3: Le reazioni

Il Re dei Longobardi saluta il popolo

Il Maestrotrascorse sei lunghi mesi di riflessioni ed infine si destò e diede disposizioni affinché fossero eliminate le porte da calcio che tanto disturbavano i 14 residenti.

E allora venne al Maestro una moltitudine di discepoli che se ne stavano turbati e silenti al suo cospetto. Allora il Maestro chiese loro: “Orsù, perché siete da me venuti in grande moltitudine e non profferite parola?” E il più sveglio di quelli così lo apostrofò: “Maestro, perché hai tolto le porte da calcio? Dove potremo giocare ancora in sicurezza e tranquillità?

E il Maestro sorrise e pacatamente rispose a quelli: “Quello della palla è un giuoco straniero. I nostri avi, i Longobardi, giocavano al lancio del Pindul e alla corsa del Sediol. Per diventare veri padani dobbiamo recuperare le antiche tradizioni. Presto farò costruire la pista per il Sediol e la pedana per il Pindul, affinché voi, balda gioventù padana, cresciate forti e impavidi.

Al suon di tali parole i discepoli stettero, dapprima, muti. Alcuni, pochi, piansero in silenzio, dignitosamente; uno si cagò addosso; tutti gli altri presero a bestemmiare con voce grave, in longobardo, ovviamente.

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